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spesso si preferiscono policy stocastiche $\pi_\theta(u\vert s)$, in modo da avere una pianificazione più smooth
la stocasticità aiuta l'agente a esplorare il mondo
la rete restituisce una distribuzione sulle azioni
Perché policy optimization:
$\pi$ può essere più semplice di calcolare i Q-values o i V-values
i V-values non prescrivono un'azione: serve un modello dinamico, quindi almeno calcolare 1 Bellman backup
i Q-values richiedono di calcolare in maniera effiiciente $\arg \max_u Q_\theta(s,u)$, il che costituisce una sfida per spazi di azioni grandi o continui
Likelihood ration policy gradient: $\tau$ denota la sequenza stato-azione $s_0, u_0, ..., s_H, u_H$. Con un abuso di notazione, si indica $R(\tau)=\sum_{t=0}^HR(s,u)$. Il reward atteso si può dunque esprimere come
non dobbiamo prendere la derivata della funzione reward, quindi il reward può essere una funzione qualsiasi, anche discontinua
$R$ può essere una funzione discreta
siccome si sta massimizzando $U(\theta)$, il gradiente fa si che il prossimo $\theta$ calcolato aumenti la probabilità delle traiettorie con alto reward, mentre diminuisca la probabilità per le traiettorie con basso reward (siccome si ha una distribuzione di probabilità)
Bisogna ancora calcolare il gradiente della probabilità.
Temporal decomposition
Decomposizione su traiettorie non complete: analisi locale.
per aumentare la probabiltà di una traiettoria dobbiamo aumentare la probabilità delle azioni lungo quella traiettoria
il modello dinamico non influisce nella ottimizzazione: vantaggio, perché in questo modo possiamo eseguire il calcolo senza conoscere il modello dinamico
Unbiased estimate del gradiente implica $E[\hat{g}]=\nabla_\theta U(\theta)$:
unbiased ma molto rumorosa (alta varianza). Fix per uso reale:
si introdurrà una baseline, si userà più struttura temporale e si introddurranno i concetti di trust region e natural gradient
Altra idea:
aumentare la probabilità di reward sopra la media, e diminuire quelli sotto la media
in questo modo, le traiettorie con alto reward non dominano pesantemente l'ottimizzazione come invece fanno nella formulazione indicata fin'ora
Baseline subtraction
Si considera una baseline $b$ da sottrarre ai reward nella funzione obiettivo. La scelta di $b$ determina quali probabilità sono aumentate e quali sono diminuite.
Quindi si aumenta la probabilità di azioni che permettono di accumulare un reward futuro alto rispetto alla baseline.
Buone scelte per $b$:
constant baseline:
$$
b = E[R(\tau)] \approx \frac{1}{m} \sum_{i=1}^m R(\tau^{(i)})
$$
optimal constant baseline: non usata fin'ora a livello implementativo. Pesa i reward con le norme al quadrato dei gradienti, quindi favorisce i reward che derivano da traiettorie con gradienti con norma grande.
state-dependent expected return: molto preciso. Praticamente una V-value function, ma bisogna calcolarla su un problema di grande scala. Quindi si aumentano le proabilità di quelle traiettorie che performano meglio di quelle date dalla valutazione con V-value della policy corrente.
$$
b(s_t) = E\left[ \sum_{k=t}^{H-1} r_k\right] = V^\pi(s_t)
$$
Value function estimation
Bisogna stimare la funzione V, per evitare il calcolo esatto.
Stima di $Q^\pi(s,u)=E\left[ \left. \sum_{t=0}^H r_t \right\vert s_0=s, a_0=u\right]$: alta varianza per sample, nessuna generalizzazione.
Riduzione della varianza:
tramite discounting
tramite function approximation.
Ma il discount factor non è un parametro del MDP? Si ma si può usare come iperparametro. Cattura l'idea che le azioni molto avanti nel futuro hanno poca influenza nella scelta dell'azione al tempo $t$.